Vittorio, partiamo dall’inizio, come è nata la sua Azienda?
Era il 1962 a Lonato in provincia di Brescia, nonno Vittorio e papà Angelo iniziarono l’allevamento
con “solo” 4.500 galline ovaiole. In quegli anni, la provincia di Brescia era diventata il centro
più importante in Italia per l’allevamento di galline ovaiole.
Io con i miei figli rappresentiamo con orgoglio la terza e quarta generazione.
Nel corso di questi quasi 60 anni di attività ci siamo molto sviluppati, ma sempre con la logica e l’etica
di un’azienda familiare vocata al benessere animale e alla salvaguardia dell’ambiente.

Marvit organizza la sua produzione nella logica della “family farm”, cosa significa?
Noi siamo dei “capo filiera”, lavoriamo con circa 20 aziende più piccole sparse in 5 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio). Realtà attentamente selezionate che condividono i nostri stessi valori: passione per l’allevamento e rispetto per gli animali. Dalle 4.500 galline con cui siamo partiti oggi abbiamo oltre 1 milione di animali che producono circa 700.000 uova al giorno.

Qual è il ruolo dell’allevatore oggi nel garantire la qualità del prodotto finale?
L’allevatore deve essere il custode dei suoi animali, osservarli, vigilare su di loro per garantirne
il benessere. Questo è l’imprescindibile punto di partenza per poter parlare di un uovo di qualità.
Senza dimenticare la sicurezza e la tracciabilità lungo tutta la filiera e l’utilizzo di mangimi sani
ed equilibrati perché, se le materie prime sono buone e scelte con attenzione, tutte le loro proprietà
le ritroviamo nell’uovo che consumiamo.
Ultimo, ma non certo per importanza, l’ambiente in cui vive la gallina.

Come è nata la collaborazione con Lidl?
Siamo entrati in contatto con Lidl grazie al progetto FDAI, abbiamo fin da subito notato la sensibilità dell’azienda verso queste tematiche e la disponibilità all’ascolto e al dialogo. Poter distribuire i nostri prodotti nei vostri supermercati ci riempie di orgoglio perché significa portare il nostro messaggio
di passione e qualità ad un numero sempre maggiore di consumatori.

Quali sfide riserva il futuro agli allevatori “custodi” come voi?
Vogliamo continuare a lavorare in modo etico, proseguendo il nostro cammino di qualità e trasparenza. La prossima sfida è per noi la timbratura delle uova appena deposte in allevamento, proprio sulla
testa dell’uovo, la parte più tondeggiante. Stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli, è un
investimento in macchinari e know-how importante e saremo i primi capifiliera in Italia a farlo.
Potranno presto avvantaggiarsi di questa innovazione, che va nell’ottica di una sempre
maggiore tracciabilità, anche i clienti di Lidl tramite le uova a marchio FDAI.